Tra pochi giorni al via la quarta edizione di SabirFest

Tre città, Messina, Catania e Reggio Calabria, per una riflessione condivisa sul tema (s)cortesie per gli ospiti.

Mancano pochi giorni all’avvio della IV edizione di SabirFest, cultura e cittadinanza mediterranea, che, allargando ulteriormente il suo sguardo sul bacino del Mediterraneo, si svolgerà dal 5 all’8 ottobre a Messina a Catania e quest’anno – il 6 e il 7 ottobre – anche a Reggio Calabria.

SabirFest, organizzato dal Comitato Promotore composto da Mesogea, COSPE onlus, Associazione Musicale Etnea, People on the Move, Sabir srl, con il sostegno dell’Università degli Studi di Messina (coinvolti i Dipartimenti di Scienze cognitive, psicologiche, pedagogiche e degli studi culturali, di Civiltà antiche e moderne, di Scienze politiche e giuridiche e di Economia dell’Università di Messina), il Comune di Messina, Assessorato Cultura, Ersu, Comune di Catania Assessorato alla Cultura, Amnesty International, Forum Austriaco di cultura, è patrocinato dalle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria, dal Comune di Reggio. SabirFest si svolge sotto gli auspici del Centro per il Libro e in collaborazione con Latitudini Rete siciliana di drammaturgia contemporanea, Naxoslegge, Museo Regionale di Messina, Teatro Bastardo, Corso di Laurea in Linguistica e Traduzione dell’Università di Pisa, Babel Festival di Bellinzona, Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, Accademia delle Belle Arti di Catania, Officine Culturali, Leggerete, Comunità di S. Egidio, Trame di Quartiere, Università degli Studi di Reggio Calabria, Dipartimento di Giurisprudenza ed economia, Museo Diocesano di Reggo Calabria, Clan Off Teatro. Élite Sponsor Caronte&Tourist Gruppo Franza.

Tema Guida

Il tema guida di questa edizione è (s)cortesie per gli ospiti, che sintetizza, con la consueta ironia, l’invito di Sabirfest a riflettere – a partire dalle «(s)cortesi ipocrisie» che arrivano a tradursi in false accoglienze, ingiustizie e violenze – sul senso, il valore e la pratica di quell’ospitalità che accompagna la storia delle genti del Mediterraneo, ma che è sempre più compromessa dalle politiche neocoloniali, dal razzismo e dall’intolleranza. Sabirfest – nello spirito del sabir, lingua franca parlata nei porti e sulle imbarcazioni del mediterraneo – pone al centro dell’attenzione questo mare non solo come immenso patrimonio di storia, tradizioni, diversità tra i popoli che lo abitano, ma soprattutto come spazio culturale e sociale unico nel suo genere e determinante per progettare e vivere nuove forme di cittadinanza contro vecchie e nuove ingiustizie, vecchie e nuove preclusioni.

Il Festival a Catania

A Catania il Festival si articolerà in quattro giornate, ricche di appuntamenti.

Il SabirFest vuole coniugare insieme il pensiero, il sogno di un Mediterraneo diverso, con l’azione concreta di artisti e attivisti che a questo sogno vogliono dare un aspetto concreto a partire dalle giovani generazioni ma recuperando storia e memoria.

La prima giornata si apre al mattino con l’avvio del laboratorio di Diana Brisly: insieme ai bambini di 8 scuole del Polo Catanese di educazione interculturale l’artista siriana realizzerà un murales alla Civita, in Largo XVII agosto, una piazza nata da una bomba e che rivive oggi anche grazie ai colori. Diala Brisly è un’artista, illustratrice, attivista siriana che vive a Beirut. Lavora con le sue opere tramite internet, ma non in Libano, perché i rifugiati siriani per legge non possono lavorare nel paese, e tiene dei laboratori di arte con i bambini rifugiati siriani all’interno di alcuni campi profughi. Da qualche anno va in giro a disegnare sui muri e a dialogare con i bambini dei Paesi che visita, perché crede che i bambini e i colori siano, debbano essere, il futuro del nostro mare.

Al pomeriggio si aprono le attività a Palazzo Platamone, allestito per l’occasione da Daniela Orlando insieme ai giovani allievi del corso di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Catania coordinati da Umberto Naso. Qui si discuterà del pre Manifesto per una cittadinanza mediterranea scritto da donne e uomini di tutto il nostro mare per indicare la strada verso il Mediterraneo che vogliamo. Tutto questo può sembrare utopistico di fronte a quanto stiamo vivendo. Eppure settatancinque anni fa, quando la Seconda Guerra Mondiale era ancora in corso, un gruppo di intellettuali e militanti antifascisti internati sull’isola di Ventotene scrissero un Manifesto per un’Europa Libera e Unita. Questo manifesto lanciò la visione di un’integrazione europea esattamente nel momento in cui nessuno ci avrebbe scommesso. Oggi stiamo de facto vivendo in una nuova guerra globale, che muove culture e religioni l’una contro l’altra, delude la lotta di molte persone per la libertà e la giustizia nel nome della stabilità, della crescita e degli interessi nazionali; spinge intere famiglie a fuggire dalla disperazione; e pone esseri umani e natura in opposizione. Il fronte più caldo di questa guerra fabbricata corre attraverso il Mediterraneo. Questa è la ragione per cui abbiamo scritto questo documento, che vuole rappresentare un appello per un Mediterraneo Libero e Unito, esattamente nel momento in cui nessuno ci scommetterebbe.

La sera con Silvio Perrella e Biagio Guerrera faremo esercizio di memoria, parleremo di Nino Recupero alle prese con Gerorge Orwell e racconteremo come un grande intellettuale e umanista catanese sia all’incrocio della storia che ha messo insieme il gruppo nato tra Catania e Messina che ha dato vita al progetto che oggi ci porta al SabirFest. Si con la prima catanese dell’ultimo attualissimo cuntu di Gaspare Balsamo cerniera ideale tra passato e futuro

La seconda giornata si apre ancora una volta con laboratori dedicati ai più piccoli, poi due mostre, una curata da Marco Lo Curzio ancora in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Catania con cui il Festival ha avviato da quest’anno una importante collaborazione e l’altra legata a La Sposa Yemenita, la nuovissima graphic novel scritta da due validissime donne catanesi: la giornalista Laura Silvia Battaglia e la fumettara Paola Cannatella.

La sera parleremo del suo ultimo romanzo con Khaled Khalifa, con uno tra i maggiori scrittori siriani in attività. Si chiude col ritmo di Dimba, un gruppo di percussioniste diretto da Carlo Condarelli, che mette insieme donne siciliane e africane per un progetto sociale oltre che artistico: ritrovare spazi di socialità in musica nel segno della accoglienza e della valorizzazione musicale. Dimba è produzione dell’Associazione Musicale Etnea partner catanese del SabirFest.

La terza giornata sarà all’insegna della poesia internazionale: Angelo Scandurra dialogherà con Vanni Bianconi, poeta e direttore artistico di Babel importante festival della Svizzera italiana tra letteratura e traduzione, Enza Scuderi con con Peter Waterhouse, poeta e romanziere austriaco che presenterà un suo progetto di traduzione de Le Supplici con 11 profughi, 8 traduttori, 2 artiste e 6 lingue che è stato già presentato nella prestigiosa cornice del Burgtheater, il Teatro nazionale austriaco a Vienna; si chiude con le voci e i canti tra Corsica e Sicilia di Patrizia Gattaceca, Alanu Di Meglio, Angela Bonanno e Biagio Guerrera.

La domenica un importante incontro su dialogo inter religioso, con ospiti da tutto il Mediterraneo, realizzato in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio; la presentazione di SAN BERILLO WEB SERIE DOC realizzata nell’ambito del laboratorio di video documentazione ideato e coordinato da Maria Arena per il progetto culturale dell’Associazione Trame di Quartiere. Si chiude ancora una volta all’insegna dei giovani e con un’altra prima assoluta, il concerto di JACARANDA la piccola orchestra giovanile dell’Etna, diretta da Puccio Castrogiovanni e nata quest’anno su iniziativa dell’Associazione Musicale Etnea.

Tutte le iniziative del SabirFest a Catania sono a ingresso libero.

Per informazioni rivolgersi a:

Messina- ufficiostampa@sabirfest.it                     Catania- ufficiostampact@sabirfest.it

Ufficio stampa SabirFest 0902936373                      per info: info@ame.ct.it

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